Commenti e pensieri condivisi in seguito alle esperienze di osservazione ed accoglienza.

Contributo di Anna Tomeo
Sab 2 aprile 2022
Riflettendo, mi rendo conto che il mio punto di osservazione, anche se cambio scuola spesso in Italia, è molto basato su ciò che vedo nella organizzazione degli spazi ed è lì che molto spesso provo ad inventarmi delle attività, usando mezzi minimi, per accentuare o cambiare qualcosa. Il tema degli spazi e degli arredi, e non solo dell’introduzione delle nuove tecnologie, è molto caro, da quel che ne so, alla didattica inclusiva ed innovativa. E non potrebbe essere a mio avviso differente. Le società più sensibili infatti ai bisogni delle persone sono anche quelle più attente a creare sviluppi urbanistici e strutture a misura d’uomo, a partire dai bambini. Penso per esempio ai paesi nordici, ai quali vale sempre la pena guardare, anche se si ricercano soluzioni per un rapporto più diretto e sano con l’ambiente naturale. Ritornando a noi, per non viaggiare troppo lontano, a Fiumicino mi è capitato di lavorare in una scuola con spazi molto fruibili. La stessa S.D’Acquisto ha uno spazio esterno che è un’enorme risorsa. In Spagna, la facoltà che ho frequentato io, era completa di tutto, compresa una sala con musica per dipingere ed una libreria specializzata nella vendita di libri di architettura. Ecco, in attesa di essere indirizzata anche su altro e di prepararmi al meglio per un’eventuale partenza, prima che mi dimentico, volevo dirvi qual è in genere il mio approccio più istintivo e curioso verso l’ambiente scolastico.

Contributo di Anna Tomeo
Mart 28 giugno 2022
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La scuola del paese, l’Istituto IES Enrique De Arfe, ha sede in un edificio molto grande, sviluppato su due livelli, ben articolato, fresco e luminoso. Ogni corridoio ha un nome, come si fa per le strade, ed è indicato con una targa. Si tratta di un progetto realizzato qualche anno fa. Molte pareti sono dedicate all’esposizione annuale dei lavori dei ragazzi. Ci sono disegni, sculture, plastici, ma anche molti pensieri scritti su temi specifici e schemi di economia. Nei pressi degli uffici ci sono le foto di gruppo degli studenti che hanno frequentato la scuola e dei loro insegnanti. Le alzate dei gradini delle scale accompagnano chi sale con frasi che stimolano ad essere positivi, nello studio come nella vita. La caffetteria è un luogo di incontro importantissimo per la comunità scolastica. Insegnanti e alunni vivono ogni giorno questo spazio informale dove è possibile continuare a confrontarsi mentre si gusta un buon caffè e dolci genuini artigianali. La palestra è particolarmente interessante: ci sono numerosi attrezzi realizzati con materiali di riuso, che rendono lo spazio sportivo inedito e particolarmente dinamico. La comunità scolastica si presenta collaborativa e gli studenti responsabili e a proprio agio nell’istituto. C’è un’atmosfera semplice, predomina l’essenziale e il concreto. L’istituto […] appare come un grande laboratorio aperto ed in cammino verso il futuro. Gli insegnanti hanno tutti molta esperienza e lo si vede dall’abile leggerezza con cui affrontano il loro difficile compito di accompagnatori di giovanissimi ragazzi. Nell’istante in cui mi accorgo di questo, vorrei avere lo stesso stile, il medesimo modo di fare e saper fare. Quando però, nelle pause, ci fermiamo insieme a pranzo e iniziamo a discutere, viene fuori che anche i colleghi spagnoli con più anni di lavoro hanno lo stesso bisogno di confronto, manifestano dubbi e incertezze nel mestiere di insegnante. Sono sorpresi che in Italia non esistano scuole speciali, ma trovano giusto che la scuola sia una e per tutti. Difficile fare una sintesi dei molti aspetti osservati ed impossibile trovare una conclusione ad un viaggio ancora in corso, perché in continuità con il nostro vivere quotidiano a scuola nel ruolo di insegnanti; dove gli apprendimenti, i ricordi, le emozioni, le riflessioni sono già diventati parte di noi e determinano il nostro agire.

Contributo di Marinella Giacchetta
Domenica 3 Aprile 2022
Mi è piaciuta molto questa esperienza di job shadowing, è stata la prima volta che abbiamo aderito ad un progetto simile e inizialmente ho cercato di immaginare come sarebbero andate le cose. Adesso posso affermare che è stato un successo, i colleghi spagnoli hanno apprezzato le attività alle quali hanno assistito nelle classi ed anche le attività turistico-culturali che abbiamo organizzato per loro. Il momento più interessante è stato il briefing dell’ultimo giorno dove abbiamo confrontato le diverse realtà scolastiche , i diversi approcci educativo-didattici e cercato di immaginare una scuola più innovativa. Attraverso i commenti dei docenti spagnoli, noi , docenti della Salvo D’Acquisto, abbiamo riflettuto sulle nostre pratiche educative e abbiamo preso coscienza del fatto che, nonostante la carenza degli spazi interni ed esterni della scuola , riusciamo a dare un’impronta speciale alla nostra didattica . La sfida per il futuro è rendere sempre più innovativo ed efficace il nostro operato, ecco perché continueremo a confrontarci con le altre scuole europee.

Contributo di Carmen Lara
Mon 4th April 2022
Within the framework of ERASMUS+ Programme KA 101, in the modality of Job-shadowing, we have stayed in Cerveteri for one week at Istituto Comprensivo Salvo D’Acquisto. During this week we have been given the opportunity to attend different lessons where inclusion and innovation are the strongest points in class. English lessons, Technology lessons and others, consider inclusion as the starting point. In these activities, with team work and pair work, the students manage to get a common goal, which will be finally exposed at school. We consider this Erasmus+ programme very positive, both for personal and professional reasons. Knowing other school systems, co-working in class and meeting with other teachers, have meant a lot for us. Now it is time to think and learn about this experience, and put it into practice as much as we can, always considering the diversity of students, giving them the chance to work with the others and make their own contribution to the final product.

Contributo di Paola Olmi
Mart 5 aprile 2022
Protagonista assoluta delle varie attività presentate ai colleghi spagnoli è stata la Didattica Laboratoriale. Da diverso tempo nella nostra scuola si sta lavorando per costruire spazi comunicativi, dove regnano indiscussi collaborazione, co-costruzione del sapere, apprendimento reciproco. Lo spazio fisico diventa spazio di creatività, di esplorazione e di ricerca per la realizzazione di un progetto, di un compito autentico. Il gruppo classe non è più rappresentato da una platea di uditori passivi, ma diventa il protagonista principale di un processo di apprendimento che vede ogni alunno impegnato operativamente e cognitivamente nella realizzazione di un prodotto finale. Il bisogno di autonomia individuale ed il senso di responsabilità verso gli altri diventano urgenti ed impellenti. Requisito fondamentale della didattica laboratoriale rimane la flessibilità dell’organizzazione scolastica ( tratto distintivo della nostra istituzione), che consente di oltrepassare lo spazio settoriale dei singoli saperi disciplinari per avviare una complementarietà tra essi.