Dimentichiamo il freddo quasi invernale di Warsawa e poi Kostancin Jeziorna, inusuale anche per i nostri colleghi polacchi, quando siamo accolti dallo staff di “No Bell” per l’inizio di una giornata speciale. Grazie ad un’interessantissima presentazione sulla vision della scuola condotta da Joanna in compresenza con la preside di No Bell, Isabella, il nostro punto di riferimento Magdalena e l’insegnante Andrei che ha svolto il ruolo di traduttore, capiamo di essere in una realtà in cui “Innovazione” non è solo una parola scritta sulla carta. Il metodo montessoriano viene considerato come riferimento per l’autonomia dei percorsi di apprendimento e di scelta degli strumenti da utilizzare, fin dalla scuola dell’infanzia ma, oltre ad esso, vige l’idea di favorire un clima di “caos creativo” dove gli insegnamenti si susseguono senza il suono della campanella; non ci sono bidelli a sorvegliare i corridoi, tutti consumano i loro pasti in mensa che è aperta anche ai genitori, le sedie sono palloni gonfiabili rivestiti con una federa realizzata dagli studenti nel laboratorio di cucito, ogni alunno ha una scatola dalla quale estrarre esercizi o approfondimenti inerenti ad un determinato tema e può decidere l’ordine in cui svolgerli entro un certo tempo.
Cominciamo ad osservare i laboratori e rimaniamo colpiti. Sì, perché in questa scuola la frontalità non è abolita ma riveste solo il 20% dell’attività didattica mentre l’80% è di tipo laboratoriale. Così, in geografia gli studenti riproducono una cartina con le mani nella sabbia, si discutono pro e contro del vivere in una città, si riflette su tematiche come diritti, diversità e inclusione nella lezione di inglese, si imparano le divisioni a piedi scalzi e pancia in giù con regoli e quadrati, si fa ginnastica prima di allenarsi in calligrafia. La campanella non ha suonato, il tempo è volato. Abbiamo mangiato in mensa con i nostri colleghi. Nel pomeriggio un giro a Varsavia, nella parte vecchia e nel meno turistico quartiere Praga, che è uno dei pochi luoghi non riedificati, poiché risparmiati dai bombardamenti tedeschi della II guerra mondiale.
Una giornata piena di stimoli, con sorprendenti sprazzi di luce e arcobaleni.
“Oggi abbiamo visitato la scuola “No Bell”: una scuola che rispetta i tempi e le propensioni del bambino…di ogni singolo bambino. Gli arredi, gli orari, gli spazi, la metodologia di insegnamento…tutto è strutturato a partire dal bambino e dalla sua individualità. Non esistono barriere legate all’età, non esistono obblighi e costrizioni. I bambini e i ragazzi si trovano in un luogo accogliente nel quale passano il tempo apprendendo con serenità, interesse e motivazione. La scuola diventa quindi un luogo nel quale recarsi con piacere e mai dal quale fuggire.”
Da Ilaria e Monia
We forget the almost wintry cold of Warsawa and Kostancin Jeziorna, unusual even for our Polish colleagues, when we are welcomed by the staff of “No Bell”, the beginning of a special day. Thanks to a very interesting presentation on the school’s vision conducted by Joanna in co-presence with No Bell’s principal, Isabella, our mentor Magdalena, and the English teacher Andrei as translator, we understand that we are in a reality where Innovation is not just a word written on paper. The Montessori method is considered as a reference for the autonomy of learning paths and choice of tools to be used, starting from kindergarten but, in addition to it, there is the idea of fostering a climate of “creative chaos”, where subjects naturally flow one after the other without a bell between breaks; there are no janitors to guard the corridors, everyone eats their meals in the canteen, which is also open to parents, the chairs are inflatable balls covered with a pillowcase made by the students in the sewing workshop, each pupil has a box from which to take out exercises or insights pertaining to a particular topic and decide the order in which to do them within a certain time.
We begin to observe the labs and are impressed. Yes, because in this school frontal teaching is not abolished but it should cover only 20 percent of the activities while 80 percent is laboratory-based. Thus, in Geography, students reproduce a map with their hands in the sand and discuss the pros and cons of living in a city, they reflect on issues such as rights, diversity and inclusion in the English class, they learn divisions with rulers and squares, barefoot and lying on the floor, they do gymnastics before practicing Calligraphy.
The bell didn’t ring, the time flew by. We ate in the canteen with our Polish colleagues.
Then a tour of Warsaw, in the old part of the city and in the less touristic Praga district, which is one of the few places not rebuilt, since it was spared by the German bombing at the time of World War II.
A stimulating day, with surprising flashes of light and rainbows.
“Today we visited the No Bell school: a school that respects children’s times and inclinations…of each individual child. Furniture, timetables, rooms, teaching methodology…everything is structured starting from the child’s individuality. There are no age-related barriers, no obligations or constraints. Children and young people find themselves in a welcoming place in which they spend time learning with serenity, interest and motivation. The school thus becomes a place to which they go with pleasure and never a land from which they escape.”